Get Your Shit Together*

Parliamoci chiaro, tutti sbagliamo. Forse non su larga scala ma, almeno una volta, in una qualche forma, in un modo o nell’altro, abbiamo tutti fallito.

All’inizio volevamo parlare dell’errore.


Ci siamo interessati prima di tutto ai glitch (le immagini deformate dall’errore digitale o analogico). Poi ci siamo interessati ai piccoli equivoci senza importanza, ai grandi errori della storia, alla sfocatura e all’inadeguatezza della nostra visione del mondo e del reale.


Volevamo parlare di noi, di Luca e Gabriel, della nostra paura di agire, della paura di sbagliare. Avevamo entrambi già provato questa sensazione. Volevamo cercare di catturare il momento dell’errore, quel momento preciso in cui d’improvviso tutto si blocca, diventa nebuloso, irrisolvibile, sembra perdersi e cadere.


Quello che ci interessa dell’errore è lo stato di irrigidimento che provoca. Un irrigidimento che sembra possa condizionarci in maniera esponenziale: più sbagliamo, più la nostra paura di agire aumenta e finiamo così per rimanere bloccati, immobili davanti a un mondo in cui tutto ci appare troppo grande, caotico, pericoloso.

Durante un periodo di ricerca di circa due anni abbiamo intrapreso un lungo roadtrip e abbiamo intervistato le persone che casualmente o meno si trovavano sul nostro percorso fino a incontrare un uomo che aveva vissuto un momento di immobilità straordinario.

Perché un uomo, una notte d’estate, ha trascorso sei ore davanti a un erogatore di benzina, senza fare nulla?

Quest’uomo ha circa la nostra età, ha subito anche lui tutte le critiche della nostra generazione: la generazione dei privilegiati, per i quali ogni cosa è servita su un piatto d’argento, la generazione che non fa rivoluzioni, che resta più a lungo a casa dei genitori, quella dei disoccupati, assistita dalle macchine e dalle nuove tecnologie. Un uomo che è nato con internet e gli smartphones, che ha vissuto i primi anni da adulto nell’era post-industriale, a confronto con l’economia di massa, la sovrapproduzione, la sovrappopolazione, il riscaldamento climatico e l’estinzione delle specie protette. Cosa ha causato la sua immobilità? Una crisi di panico, un burn-out, un momento di riflessione o un atto di ribellione?


Quest’uomo è diventato nostro amico. L’abbiamo chiamato Sam. Scriviamo la sua storia.

* Get Your Shit Together: (espressione parlata) letteralmente: raccogli la tua merda, riprenditi, datti una regolata, rimettiti in sesto.

Preludio

 

 

Voce off:

 

Lo spettacolo inizierà con 15 minuti di ritardo

è sempre difficile iniziare

qual è la prima immagine?

la prima parola?

siamo a Modena

il 14 marzo 2020

e siamo insieme

voi che guardate questa scena vuota

noi che siamo dietro la quinta, a destra

se guardate bene la vedete muoversi

sono passati 12 mesi da quando abbiamo iniziato a lavorare a questo spettacolo

12 mesi sono lunghi.

Qui, dietro le quinte, noi pensiamo a voi

12 mesi fa

dove eravate?

Che cosa stavate facendo?

Chi eravate?

Avete deciso di passare questa serata con noi, grazie

12 mesi fa non sapevamo nemmeno che sareste venuti

e voi neanche.

Eppure, pensavamo già a voi

è un po' come una storia d'amore che inizia

qui, stasera,

tra noi e voi.

Fra poco entreremo.

Speriamo non sentirete troppo il nostro stress.

Perché siamo stressati

comunque

un po'

ma faremo del nostro meglio

speriamo che funzioni

bene,

entriamo.

I due attori entrano sulla scena in maniera semplice e cerimoniale. Si siedo al tavolo. Aggiustano i loro microfoni, aprono i computer davanti a loro, si guardano.